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Il diabete mellito è una malattia cronica caratterizzata dall’aumento della concentrazione di glucosio nel sangue (glicemia) causata dal difetto assoluto o relativo di insulina, ormone prodotto dal pancreas che consente all’organismo di utilizzare il glucosio per i processi energetici all’interno delle cellule.
Quando l’insulina è prodotta in quantità non sufficiente dal pancreas nel sangue si avranno livelli di glucosio più alti del normale (iperglicemia) favorendo, così, la comparsa del diabete mellito.
La diagnosi di Diabete è certa con un valore di glicemia di 140mg/dl a digiuno o 200 mg/dl due ore dopo un carico di glucosio. Secondo l'American Diabetes Association, livelli di glicemia superiori o uguali a 126 mg/dl sono da considerarsi primo passo verso il diabete.
In soggetti sani, che hanno una vita regolare e un’alimentazione corretta, generalmente nell’arco della giornata i valori della glicemia si mantengono tra i 70 e i 130 mg/dl.
A digiuno, i valori glicemici possono variare dai 70 ai 100 mg/dl; tra 110 e 125 mg/dl si tratta di condizione di alterata glicemia a digiuno (IFG), una condizione che dovrebbe invitare il paziente a porre maggior attenzione al suo stile di vita e in particolare alla sua alimentazione.
Valori di glicemia uguali o superiori a 126 mg/dl, insieme ad una glicata alterata, è diagnostica per diabete. E' fondamentale una corretta e repentina diagnosi del medico, per evitare il persistere dell'iperglicemia causa delle tanto temute complicanze del diabete.

Nella dieta quotidiana occhio agli zuccheri semplici ad assorbimento rapido (glucosio e saccarosio) dando la preferenza a quelli complessi ad assorbimento lento (pane e pasta e cereali).
La quota complessiva giornaliera di  carboidrati non dovrà superare il 50-55% delle calorie totali, purché almeno l’80% di essa sia costituita da amido, soltanto il 10% da zuccheri semplici e il resto da fibre .
Le fibre vanno assunte in quantità elevate, soprattutto quelle idrosolubili, in grado di rallentare l’assorbimento intestinale dei carboidrati e del colesterolo.
Le proteine devono costituire circa il 15% delle calorie totali ed almeno un terzo deve essere formato da proteine animali, ricche di aminoacidi essenziali.
Le rimanenti calorie (25%-30%) devono essere fornite da grassi, possibilmente di origine vegetale, ad alto contenuto di acidi grassi polinsaturi, utili nella prevenzione delle malattie cardiovascolari.
Anche l’apporto di vitamine e sali minerali deve essere adeguato.



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